Articolo di Emanuele Pestrichella.

Per la rubrica Storia Veneta
Alla prima guerra mondiale, detta anche Grande Guerra, è inteso un periodo ferale frastagliato da dolori e da perdite immani dei figli eroi abbacinati dal sentimentalismo patriottico e perciò stessi chiamati alla coscrizione militare con adesione che si prestava a essere più volontaria che renitente o recalcitrante. Succedeva che taluni soldati, per telegramma, fossero dati per “dispersi” o “per caduti nel campo della gloria” (1). Questo venne a sapersi del fante Luigi Pozzobon che l’Ufficio Matricola del n. 115° reggimento fanteria dava come disperso in virtù della successiva informativa sindacale datata al 10 settembre 1915, ma che in realtà il soldato si trovava in licenza di convalescenza (2). Lo stesso successe ad Antonio Corvi, sempre di Vedelago, che trovandosi nel novero del 43° reggimento fanteria venne dato come “caduto sul campo della gloria” (3) in ragione di un telegramma inviato ope legis dalla Croce Rossa e che invece la matricola confutò, appurato l’ottenimento della licenza di convalescenza e dichiarandosi perciò “sano e salvo” (4) .
Presto però l’esigenza di supporto dalle retrovie si fece fulgente al punto tale che la direzione tecnica dell’Aviazione Italiana di Milano inoltrò ai sindaci dei territori interessati del trevigiano la sopravvenuta bisogna di trovare un campo di atterramento di velivoli nella rotta Torino-Pordenone allo scopo di sussidiare i soldati militarmente al combattimento trincerato del fronte, benché le salmerie transitate nelle strade verso il locus bellis fossero onninamente in buone provviste. Con la circolare del 2 giugno 1915 vennero vocati alcuni territori reputati papabili da opzionare all’implementazione del campo di atterramento. Il sindaco di Istrana riscontrò all’istanza notificando la presenza “di un prato naturale di circa 6.000 metri, sito in località denominata Comuni e posto a Pezzan di Campagna, foglio III, sezione A, di proprietà dell’avv. Bruno Lattes” (5). Tra le premesse richieste dalla direzione aviatoria per l’appagamento della richiesta sussisteva “la necessità di un insediamento di almeno 300 metri per 100 (…) in territorio piano, non attraversato da fossi, né interrotto da arbusti e da piante, lontano da condutture elettriche (…) non molto distante da una stazione ferroviaria” (6). Ma le stesse assicurazioni vennero date dal sindaco di Vedelago che in una lettera del 17 giugno indicò un “brolo” di proprietà della sig. ra Giovannina Marcato in Ancilotto al mappale 104 (7) che sulla strada dal bivio di Fossalunga perveniva al centro-città dell’abitato. La competizione venne risolta con la sollecita ricognizione di una Commissione Militare guidata dal capitano Attilio Ranza che privilegiò il brolivo di Fossalunga. Il 22 giugno il capitano Ranza inviò le commissioni di lavoro da disbrigare per la realizzazione del campo di atterramento; tra queste, v’erano la formazione di un campo a T rovesciata con il toglimento della cotica (spargimento del ghiaietto, della sabbia e dei calcinacci e cospargimento con latte di calce, nda in aggiunta 8), la colmazione dei fossati trasversali (9), l’abbattimento di 7 o 8 pioppi lungo la strada campestre a sud del paese (10) e l’avvio dell’iscrizione di volontari per la guardia del campo e per l’assistenza agli aviatori che fossero però muniti di biciclette (11) (sic!).

Il capo stradino del comune di Vedelago, Gerolamo Bolge, redasse il preventivo di spesa da inoltrare all’ufficio tecnico dell’aviazione con un importo complessivo di lire 170, 60 (assommati tra lavori di spianamento dei fossi, escavo, condotta ghiarino, condotta zolle e terramento fossi, condotta calce e acquisto di calce spenta più calce in polvere, nda) per la restituzione della spesa sostenuta.
Tra quelli dotati di bicicletta per il servizio al campo furono i sig. ri Guerrino Galli, Vincenzo Nicoletti, Silvio Stocco, Ernesto Visentin e Amedeo Facchinello (12) . Vennero compensati per l’opera prestata il sig. Ernesto Visentin (per spianamento e condotta zolle lire 34, nda) il sig. ri Anselmo Visentin e Sante per spianamento (lire 30, nda), il sig. Galliano Visentin (lire 20), il sig. Antonio Volpato per escavo di ghiaino (lire 16,80, nda), il sig. Luigi Visentin per condotta ghiaino (lire 16,80, nda), per condotta zolle (lire 8, nda) e per condotta calce (lire 3, nda) e infine il sig. Cesare De Lotto per l’acquisto di calce (lire 12, nda ¹³).
FONTE BIBLIOGRAFICA:
“Le retrovie del Montello nella Grande Guerra, Popolazione e militari della pianura trevigiana” editore Zanetti, edit. 2022, riedizione del volume “Tempo de guera” pubblicato nel 2018, aut. prof. Lorenzo Morao.
NOTE
1) cit. p. 57, cap. “Anno 1915” § 12 “I primi caduti” dell’opera “Le retrovie del Montello nella Grande Guerra, Popolazione e militari nella pianuratrevigiana” editore Zanetti, edit. 2022, riedizione dell’opera “Tempo de Guera” a cura del dott. Lorenzo Morao.
2) Ibid.
3) Ibid. Cit
4) Ibid. Cit
5) ibid. quasi cit. p. 60, cap. passim, § 13 “Passaggi di truppe e prime occupazioni; un nuovo campo di volo a Fossalunga”
6) ibid. cit. p. e cap. passim.
7) dellafrazione censuaria di Fossalunga, nda.
8) ibid. cit. p. 61, cap. e § passim.
9) ibid. cit. p. cap. e § passim.
10) ibid. cit. p. cap. e § passim.
11) ibid. quasi cit. cap. p. e § passim.
12) ibid. cit. p. 62, cap. e § passim.
13) ibid. tutte cit. reperibili a n. a piè di pagina n. 141, p. 62, cap. e § passim.