1946–2026: ottant’anni di Repubblica, ottant’anni di Costituzione viva

Di Luigi Filippo Daniele. 

Nel 2026 la Repubblica italiana compie ottant’anni. Un anniversario che non è soltanto una ricorrenza storica, ma un’occasione per riflettere sul significato profondo della nostra democrazia costituzionale, nata dalla scelta consapevole dei cittadini e continuamente chiamata a rinnovarsi nel tempo. Come Polis Futura abbiamo intenzione di festeggiare questa ricorrenza con un incontro che si svolgerà a Belluno in Primavera.

Il 2 giugno 1946: la nascita della sovranità repubblicana

Il Referendum istituzionale del 2 giugno 1946 segna una svolta epocale nella storia d’Italia. Per la prima volta a suffragio universale, donne e uomini sono chiamati a decidere la forma dello Stato. La vittoria della Repubblica sancisce la fine della monarchia e apre una stagione nuova, fondata sulla partecipazione popolare e sulla responsabilità democratica.

Nello stesso giorno viene eletta l’Assemblea Costituente, incaricata di scrivere la Carta fondamentale del nuovo Stato. Un’assemblea pluralista, attraversata da culture politiche diverse, ma unita dalla volontà di non ripetere gli errori del passato e di porre solide basi per il futuro.

La Costituzione: un compromesso per il futuro

Il lavoro della Costituente si conclude il 22 dicembre 1947, con l’approvazione della Costituzione della Repubblica italiana. Promulgata il 27 dicembre da Enrico De Nicola, entra in vigore il 1° gennaio 1948. Proprio De Nicola, in base alla prima disposizione transitoria e finale, diventa il primo Presidente della Repubblica.

La Costituzione non è solo un insieme di norme: è un patto civile, un progetto di società.

Nei suoi Principi fondamentali si affermano valori che restano attuali:

la centralità del lavoro,
la sovranità popolare,
l’eguaglianza sostanziale,
la tutela dei diritti inviolabili della persona,
il ripudio della guerra,
la promozione della cultura, dell’ambiente e della dignità umana.

La Carta Fondamentale si basa su 4 principi fondamentali: 

1. Il principio Personalista

Questo principio è presentato nell’articolo 2 della Costituzione ed è un principio fondamentale il quale pone al centro dell’ordinamento Giuridico la persona, il cittadino visto come individuo colto nell’atto di relazioni con altri individui e quindi nell’azione sociale. È un dato pregiuridico , che lo Stato riconosce e garantisce al singolo mediante i diritti inviolabili propri del cittadino. Questi sono garantiti anche dalla Carta Europea dei diritti dell’uomo.

2. Principio Pluralista. 

Secondo questo principio tutte le forme associative nel rispetto della collettività e della società e la tutela del pluralismo territoriale tramite l’articolo 5 “La Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali; attua nei servizi che dipendono dallo Stato il più ampio decentramento amministrativo; adegua i principi ed i metodi della sua legislazione alle esigenze dell’autonomia e del decentramento “, art. 17 ” i cittadini hanno diritto di riunirsi pacificamente e senz’armi. Per le riunioni, anche in luogo aperto al pubblico, non è richiesto preavviso. Delle riunioni in luogo pubblico deve essere dato preavviso alle autorità, che possono vietarle soltanto per comprovati motivi di sicurezza o di incolumità pubblica” e art. 18 “cittadini hanno diritto di associarsi liberamente, senza autorizzazione, per fini che non sono vietati ai singoli dalla legge penale. Sono proibite le associazioni segrete e quelle che perseguono, anche indirettamente, scopi politici mediante organizzazioni di carattere militare”. 

3. Principio Laborista.

Questo principio viene sancito nell’articolo 4 e viene tutelato l’impegno della persona a lavorare per sé e per la collettività. La persona attraverso il lavoro emancipa sè stessa ed accentua l’affermazione dei propri diritti. Il lavoro viene inteso come un impegno : un diritto ed un dovere. Il lavoro viene concepito come un mezzo personale sia di sostentamento ma anche di contributo alla società, allo stato e al Progresso collettivo.

4. Principio democratico. 

Questo principio viene sancito nell’articolo 1 il principio Democratico legittima il potere del Popolo su se stesso, ed il sistema Democratico è prevalentemente di tipo rappresentativo con delle sfumature e dei connettivi di democrazia diretta come ad esempio il referendum ex articolo 75 che può essere costituzionale oppure abrogativo. Il principio Democratico tende sempre ad un’attuazione sociale e reale della Costituzione. 

Una Carta che evolve, senza tradire se stessa

In ottant’anni la Costituzione è stata modificata, ma mai snaturata. Le revisioni costituzionali hanno accompagnato i cambiamenti della società: dall’abolizione della pena di morte all’equilibrio di bilancio, dalla tutela dell’ambiente al riconoscimento del valore educativo e sociale dello sport.

Questa capacità di adattamento è uno dei segni della sua forza: una Costituzione rigida, ma non immobile; salda nei principi, aperta al futuro.

Democrazia, oggi: una responsabilità condivisa

Celebrare gli ottant’anni della Repubblica non significa indulgere nella retorica, ma interrogarsi sul presente. In un tempo segnato da crisi globali, diseguaglianze, conflitti e trasformazioni tecnologiche, la Costituzione continua a offrire strumenti di orientamento e criteri di giustizia.

Essa ci ricorda che la democrazia non è mai acquisita una volta per tutte: vive nella partecipazione, nella legalità, nel rispetto delle istituzioni e nella cura dei beni comuni.

Studiare la Costituzione per rafforzare la Repubblica

In questa prospettiva si colloca anche il valore delle iniziative editoriali e divulgative. Nella collana “Biblioteca Italia” è disponibile, anche in formato PDF, il testo vigente della Costituzione con il Regolamento del Senato: uno strumento prezioso per cittadini, studenti, amministratori e per chiunque voglia comprendere meglio il funzionamento della nostra Repubblica.

Conoscere la Costituzione significa praticarla. Significa trasformare i suoi principi in scelte quotidiane, politiche pubbliche, responsabilità collettive.

A ottant’anni dalla sua nascita, la Repubblica italiana non è solamente un’eredità da conservare sotto un vetro, ma una promessa da rinnovare. Ogni giorno.

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