Senato, “Madama 116”: tra buone intenzioni e rischi di vaghezza
Oggi la newsletter Madama del Senato del 29 settembre 2025 offre una panoramica piuttosto densa dei temi trattati dalla 2ª Commissione (Giustizia) nelle ultime settimane. Il pacchetto è ambizioso: si va dal contrasto agli illeciti ambientali alla riforma del settore del “fine vita”, passando per indagini informatiche, furti d’auto e modifiche al codice civile in materia di successioni.

Ma al di là della ricchezza tematica, ciò che emerge è un mix di proposte potenzialmente utili mescolate a rischi concreti di improvvisazione, genericità e scontro politico che può indebolire il risultato finale. Proviamo a passarle in rassegna — con un occhio Severo, critico ma mai disfattista.
Le sfide sul tavolo e i nodi da sciogliere
1. Il ddl 1625 / decreto-legge 116/2025: rifiuti, bonifiche e criminalità
È il provvedimento centrale del momento nella Commissione: conversione del decreto legge per contrastare le attività illecite in materia di rifiuti e promuovere la bonifica delle zone della cosiddetta “Terra dei Fuochi”.

Quali aspetti positivi?
Si prevede un aumento delle sanzioni, con arresto in flagranza differita per reati gravi come disastro ambientale e traffico illecito.
Introduzione di misure accessorie: sospensione patente, fermo veicoli, esclusione da albi.
Possibilità di porre imprese in amministrazione giudiziaria se implicate in attività inquinanti con collegamenti mafiosi.
Impegno finanziario (15 milioni) per le bonifiche.
I rischi rilevanti sono:
Le risorse stanziate sono giudicate “insufficienti” da più parti (PD, M5S) rispetto all’ambizione del provvedimento.
Alcuni senatori temono che la normativa non sia abbastanza circoscritta, lasciando margini di incertezza (e contenzioso) su ciò che configurerebbe reato.
Le polemiche non mancano: Scalfarotto (IV) stigmatizza l’uso del decreto-legge in materia penale, soprattutto con i tempi stretti imposti dalla pausa estiva che comprimono la discussione.
In sintesi quindi: se il meccanismo legislativo è ambizioso, il diavolo sta nei dettagli. E quei dettagli potrebbero essere i più difficili da governare in fase di redazione finale del testo.
2. Carburanti sostenibili per l’aviazione (Atto Governo 296)
Meno visibile per il pubblico, ma altrettanto importante: l’esame dello schema di decreto legislativo sull’obbligo – e sanzioni conseguenti – per la diffusione di carburanti sostenibili per l’aviazione (in ottemperanza al regolamento UE 2023/2405).
Il provvedimento prevede che i proventi delle sanzioni finiscano all’ENAC, da usare per ricerca e innovazione nel settore.
Qui, il tema politico è chiaro: quanto riuscirà il legislatore a conciliare l’interesse ambientale con le pressioni del settore (compagnie aeree, industria fossile)? Rischio di “legge fatta lassista” o contraddittoria se non ben calibrata.
3. Il “fine vita”: i ddl 65, 104, 124, 570, 1083, 1408, 1597
Forse il tema più delicato, sotto ogni profilo — etico, giuridico, politico. Le Commissioni riunite (2ª e la 10ª) stanno discutendo questi testi sul “rito” dell’assistenza al fine vita, domanda di eutanasia/assistenza al suicidio, la non punibilità (in certi casi) di chi agevoli la fine della vita, e l’istituzione di un comitato nazionale di valutazione.
Le criticità già emerse sono le seguenti:
I requisiti per accedere all’esimente sono considerati troppo restrittivi da più parti dell’opposizione.
L’esclusione esplicita del personale sanitario o del sistema pubblico dal ruolo attivo nell’assistenza al suicidio è contestata come incoerente con il principio di responsabilità dello Stato sulla salute.
Il nodo della composizione e dell’autonomia del Comitato nazionale di valutazione è controverso: chi lo controllerà, chi vi siederà, con quale trasparenza?
Il testo unificato “non unanime” indica che si tratta della mediazione fra varie concezioni, proprio in un tema che non consente approssimazioni.
Se da un lato è giusto che il Parlamento si confronti con questioni etiche così complesse, dall’altro non possiamo permetterci soluzioni “mezze” che generino contenzioso e risposte sbagliate (o tardive) a cittadini in sofferenza.
4. Riforma del Ministero della Giustizia (Atto Governo 299)
Si punta a riorganizzare il DAP (Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria), creare nuove direzioni generali dedicate ai servizi logistici e tecnici, un nuovo provveditorato per Abruzzo–Molise, una struttura di missione per valutazione e revisione della spesa, e modifiche all’organismo indipendente di valutazione e alla banca dati nazionale del DNA.
Non è una riforma “immensa”, ma può concretamente migliorare l’efficienza dell’apparato se non fagocitata da conflitti interni ai ministeri o da veti politici.
5. Altri disegni di legge “minori”, ma non trascurabili
ddl 1660: conversione del decreto-legge 117/2025 con misure urgenti sulla giustizia (processi civili) con l’obiettivo di centrare gli obiettivi del PNRR entro giugno 2026.
ddl 1519: tutela dei prodotti alimentari italiani, rafforzando tracciabilità, sanzioni e controllo amministrativo.
ddl 775: modifica in tema di patrocinio a spese dello Stato — affinché l’obbligo di comunicare variazioni del reddito si applichi solo quando tali variazioni comportano il superamento della soglia prevista.
ddl 1505: indagini informatiche, con obbligo di consegna dei file di log da parte dei gestori di servizi digitali al pubblico ministero.
ddl 1506: furto d’auto — aggravanti per mezzi di trasporto, arresto in flagranza e limiti ai benefici penitenziari.
ddl 1517: psicologo forense e misure per contrasto violenza contro le donne: si introduce una figura specifica di psicologo forense e si prevede, in presenza di pericolo, che il GIP possa imporre un percorso psicoterapico.
ddl 978: procedimento sommario per l’effettiva realizzazione del credito — si introduce l’intimazione formale di pagamento come titolo esecutivo senza filtro giudiziale.
ddl 409 e 960: modifiche al codice civile su istituti di successione, segnatamente in mancanza di eredi e sull’istituto della rappresentazione estesa fino al sesto grado.
ddl 1457: funzioni della Corte dei conti e responsabilità amministrativa: introduzione del principio di presunzione di buona fede per amministratori, delimitazione della colpa grave, obbligo di assicurazione per dirigenti e riorganizzazione delle funzioni della Corte dei conti.
Il panorama dei lavori della Commissione Giustizia è chiaramente ambizioso e chi scrive, naturalmente, apprezza il lavoro svolto : se il Parlamento non affronta le questioni “dure”, che cosa resta del suo ruolo?
Ma il rischio è che un simile sforzo si trasformi in uno “schermo legislativo” dietro il quale si nascondono scelte mal fatte e conflitti squisitamente politici.
Tre avvertenze che non si possono ignorare:
1. Dettaglio tecnico, ovvero credibilità
Le norme sui rifiuti, il fine vita, l’informatica, la giustizia civile, non sono materie di chiacchiere. Ogni virgola conta. Se il testo finale è pieno di ambiguità, sarà terreno di contenzioso e paralisi.
2. La maggioranza determini il perimetro politico, non lo ritratti
Troppe materie sensitive si prestano a incertezze legate a compromessi. Serve che la maggioranza prenda decisioni nette, ma coinvolgendo sempre le minoranze — non che trascini il Parlamento in un limbo di “tutto e niente”.
3. Non travolgere il Parlamento con troppi tavoli contemporanei
Avere più di 10 disegni di legge aperti contemporaneamente significa dispersività: i relatori, le commissioni, i gruppi rischiano di non avere né tempo né passione per approfondire. Le materie, soprattutto quelle “sensibili”, richiedono cura, non velocità.
Una riflessione
Il testo del ddl 1625 (rifiuti) passerà in Aula con le modifiche più coraggiose o subirà sforbiciata e stralci nel passaggio parlamentare?
Sul “fine vita”, c’è spazio per convergenze tra sensibilità diverse — ma senza concessioni inaccettabili. Chi saprà pilotare il compromesso?
Le riforme “infrastrutturali” come il Ministry Justice (Atto 299) e il ddl 1660 (processi civili) potrebbero essere terreno fertile per mostrare che la politica può “funzionare” — se non impantanato solamente nella retorica sofistica.
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